Internet e sicurezza… alla faccia del MOIGE.

Riprendo un intervento di Matteo Flora (aka “LastKnight”) per intervenire nel merito della sicurezza informatica, relativa ai contenuti “espliciti”: ci sono vari modi per approcciare l’argomento, ma quello che utilizzerò io sarà piuttosto “blando”, augurandomi che possa “raggiungere” uno spettro più ampio di persone. Perché il problema della censura, in Italia è - come si suol dire… - a trecentosessanta gradi.

Già, perché la cd. “moralità” pubblica è un concetto piuttosto idiota, nel nostro Paese. E non soltanto a causa degli Italiani: piuttosto, è una malattia endemica dell’occidente post-decadente. Mi “toccherà” parlare di politica (no, niente che leda la cd. Par Condicio), ma soprattutto di religione, essendo - ahimè, dico io! - un Paese cattolico. Perché l’indecenza è che si considera “censurabile” tutto ciò che è negativo, privando l’umanità di una parte di sé, e così facendo si pongono le basi per la perversione.

Internet è soltanto uno strumento di comunicazione e, statistiche alla mano, non è neppure il più “diffuso”: per chi, come me, ha avuto esperienze di campagna elettorale… non è difficile capire che la televisione incide molto di più sulle abitudini delle persone. E, per di più, si tratta di uno strumento “frontale” e non interrogabile. Ma i contenuti deprecabili sono “altri”, rispetto a quelli che si censurano abitualmente: non è la violenza, non è il sesso a dover spaventare i genitori. Sono, piuttosto, i “cattivi maestri” che si ergono dai pulpiti dello spettacolo.

Perché, inevitabilmente, il dolore è parte della vita e nasconderlo o, peggio, negarlo non può che favorire idee distorte dell’esistenza… creando una “patina”, una sorta di “Velo di Maya” che impedisce di vivere pienamente la propria esperienza terrena [cfr. Arthur Schopenhauer]. Ecco, forse sto “trascendendo” nella complessità. Ad ogni modo, il problema è che il MOIGE non si “preoccupa” di questi problemi, bensì delle percentuali di nudo in televisione.

Io sono persuaso, di contro - e su questo aspetto credo d’essere pienamente in sintonia con Matteo -, che (nell’impossibilità di “filtrare” i contenuti) l’aspetto preponderante nell’educazione debba essere di carattere valoriale: se nella mia vita ho commesso degli errori, ma ne sono uscito senza conseguenze drammatiche, è appunto perché la mia famiglia mi ha dato gli strumenti per affrontare ogni situazione. Non sarà certo, com’è stato fatto in passato, dicendo ai giovani di non avere rapporti sessuali che si combatteranno le malattie veneree!

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