
È stata un’“impresa”, ma alla fine Epiphany/WebKit si è installato!
Dalla prima volta che ne ho sentito parlare - benché inizialmente fossi “riluttante”… -, ho sempre coltivato una certa curiosità per il “cambio di rotta” di Epiphany: inizialmente non era così “facile” ottenere il risultato voluto, mentre con il rilascio stabile di GNOME 2.22 (e l’inizio della fase di sviluppo della versione successiva) via SVN c’è già tutto l’occorrente per compilare il browser con backend WebKit [fig.] al posto di Gecko.
Continue reading ‘I tempi sono maturi: Epiphany/WebKit su “Hardy”’

Il logo più “recente” di Jamendo
D’accordo, questo intervento non ha nulla di “tecnico” sul servizio in oggetto, benché possa offrire qualche “spunto” per analisi più approfondite: come, purtroppo, era già avvenuto con Skypecasts, anche Jamendo “soffre” di problemi affini… per quanto mi stia ancora chiedendo se fosse davvero SPAM™, oppure no! Sta di fatto che una gentile “signorina”, attraverso la messaggistica privata del sito, qualche settimana fa (ormai) ci ha “provato” con me… dichiarando, in inglese, di dovermi assolutamente conoscere. Siamo all’assurdo.

L’interfaccia di pubblicazione tramite GNOME Blog è molto “pulita”
Meno di 15 sec., ecco quanto ho impiegato per decidere che - almeno, per l’utilizzo che ne avrei fatto io, ndFM - GNOME Blog non mi sarebbe stato d’aiuto: è anche vero che, generalmente, sono poco incline all’utilizzo di frontend esterni agli editor in text/plain già “implementati” nei CMS… ma, nel caso specifico, c’è ancora molto su cui lavorare.
Continue reading ‘GNOME Blog non mi soddisfa… ma, forse, è un “mio” problema!’

La “nuova” icona di Tracker
Ne ho parlato a più riprese, ritenendolo uno dei progetti più interessanti di questa “stagione” di GNOME: dopo gli ultimi “problemini”, è finalmente arrivato il momento d’installare l’estensione per il tagging dei file. Dal momento che “recupereremo” l’estensione direttamente dal browser, non è necessario installare SVN: l’unica dipendenza necessaria è python-nautilus, che è già nell’“universo” di Ubuntu. Ovviamente, Tracker è già integrato con il sistema a partire da Ubuntu/Gutsy…
Continue reading ‘Con l’aggiornamento di Nautilus, possiamo installare l’estensione per Tracker’
Riprendo un intervento di Matteo Flora (aka “LastKnight”) per intervenire nel merito della sicurezza informatica, relativa ai contenuti “espliciti”: ci sono vari modi per approcciare l’argomento, ma quello che utilizzerò io sarà piuttosto “blando”, augurandomi che possa “raggiungere” uno spettro più ampio di persone. Perché il problema della censura, in Italia è - come si suol dire… - a trecentosessanta gradi.
Continue reading ‘Internet e sicurezza… alla faccia del MOIGE.’
Devo ringraziare “LuNa” per quest’intuizione - d’accordo, piuttosto banale, ma non ci avevo proprio pensato! -, comunicatami tramite un commento piuttosto “criptico”: effettivamente, su Ubuntu/Hardy, l’unico modo per far girare Adobe AIR è un ambiente chroot a 32-bit. Come dicevo… non sono abituato a “lavorare” su questi ambienti: peraltro, le operazioni richiedono un paio d’ore e una certa dose di pazienza.
Continue reading ‘Preparare un ambiente a 32-bit (schroot) per Adobe AIR’

Macché… Adobe AIR non funziona, neppure con linux32
È uno degli argomenti della settimana: rilascio definitivo previsto entro la fine dell’anno, dopo un periodo limitato a pochi, fortunati, tester è stato ufficializzato Adobe AIR per Linux (ovviamente in versione alpha). Il problema? Lo dico subito: non pensate di farlo funzionare su 64-bit, almeno per il momento. Già, neppure “forzandolo” con linux32: probabilmente è un problema di installer… che, tanto per dirne una, installa in /opt e “bypassa” sudo.
Continue reading ‘E io che credevo di essere “furbo”: Adobe AIR non va su Linux a 64-bit’
coComment “aggiunge” la pubblicità nei form… mumble…
Il “nuovo” form di coComment include anche la pubblicità!
Niente di così “eclatante” o, inaspettato: tant’è vero che c’è stato persino un annuncio ufficiale. Sta di fatto che, da qualche giorno, coComment ha cominciato a mostrare la pubblicità nei form [fig.]: come espresso nell’articolo citato, infatti, occorrerà pagare una sottoscrizione di 5$ ca. per “rimuovere” gli annunci. Che, ad ogni modo, non danno alcun fastidio. Tant’è vero che mi sono accorto quasi “per caso” della differenza introdotta, e soltanto poche ore fa: quello che mi rende perplesso, però, è il “trend“ degli account a pagamento per servizi che, fino a qualche tempo fa, venivano offerti a titolo completamente gratuito.